l’intervist(in)a: Valentina Tomaselli

1. Che libro avresti voluto scrivere?
Un libro che raccontasse tutte le forme dell’assenza. Di quei libri che sotterreresti nelle notti di pazzia e delirio per la rabbia della verità e che poi riesumeresti dalla memoria per riprender pezzi di te tra la disperazione. E tenerli stretti.

2. In quale libro ti piacerebbe vivere?
Vorrei vivere in ogni libro. Assaporare fugace diverse vite, da mescolare. E poi rinascere.

3. Quale libro rileggi più spesso?
Non amo rileggere i libri. Non ho mai riletto nessun libro. Amo le sensazioni d’impatto, quelle che ti provengono quando sei a contatto per la prima volta con qualcosa anche solo per un attimo e subito dopo non è più tra le mani. Quando leggo un libro rapisco le parole, una dopo l’altra, ci infilo le mie visioni e quel che sento. In quel momento. Rileggerlo sarebbe come svalutare tutto questo.

4. Quale personaggio letterario vorresti essere?
Guglielmo da Baskerville, protagonista de “Il nome della rosa” di Umberto Eco. Lui, affascinato dalla cultura e dalla filosofia, pecca costantemente di presunzione intellettuale. E di fronte al pericolo, la premura è salvare i suoi libri.

5. Qual è il primo libro di cui ti sei innamorata/o? E l’ultimo?
Per ogni libro che leggo provo una diversa forma d’amore. Trovo sempre il modo di far sì che sia il mio riflesso. Ma di certo “Leda- Romanzo di carne” di Angela Buccella mi si è impresso sulla pelle anche solo leggendo la prima frase. Ho amato Leda da subito. L’ho cullata perché Leda ha bisogno di tante carezze. Leda vive nella sua mente fino a perdersi urlando il dolore fino alla malattia. Leda si porta incise le cicatrici dell’ossessione. Leda è irreale nella sua realtà. Leda è Me.

6. Cosa cerchi in un libro?
Cerco uno specchio. Uno specchio deforme in grado di plasmarsi ai miei occhi. Dove gettare addosso, violentemente, il silenzio. Cerco una voce che riesca ad insinuarsi nelle mie corde vocali per liberarsi. Per liberarmi.

7. Quale autore/autrice vorresti intervistare? Cosa le chiederesti?
Isabella Santacroce. Non le chiederei nulla. La guarderei e basta.

8. Quale libro regaleresti al tuo autore preferito?
Il mio libro.

Valentina Tomaselli – Parli come la notte, fortissimo in “Ho preso in mano quella fotografia e…”

l’intervist(in)a: laDesy

1. Che libro avresti voluto scrivere?
Se avessi scritto uno dei libri che amo di più, mi sarei persa il gusto di leggerlo.
Non so se ne sarebbe valsa la pena. Comunque
credo che mi sarei potuta divertita moltissimo scrivendo I fiori Blu di
Cocteau, Il Barone Rampante di Calvino e Esercizi di stile di Queneau.

2. In quale libro ti piacerebbe vivere?
Ne La signora delle Camelie, per dare una bella testata a quel
coniglio senza palle di Armand Duval!

3. Quale libro rileggi più spesso?
I libri di Stefano Benni, in particolare Bar sport. Se ho un po’ di
maldestro senso dell’umorismo, sicuramente lo devo a Benni.

4. Quale personaggio letterario vorresti essere?
In effetti le mie eroine letterarie abitano contesti che definire
sfigati sarebbe eufemistico… Francamente, per quanto mi
affascinino, non vorrei essere Madame Bovary, Marguerite Gautier, Nina de
Il giardino dei ciliegi o qualche altra portatrice, più o meno sana, di sfiga.

5. Qual è il primo libro di cui ti sei innamorata/o? e l’ultimo?
In generale non mi innamoro spesso, per cui, sia per le persone che
per i libri, non parlerei d’amore quanto di infatuazioni, cotte e
storie di branda (perché? Voi non leggete a letto?).
Ho vissuto intensi, fugaci, passionali e, talvolta, lancinanti
incontri con diversi amanti: Calvino, Pennac, Chiara, Woolf, Wilde.
Il mio primo, casto, amore fu, a 6 anni, La freccia Azzurra di Rodari.
L’ultima mia furente passione è stato, invece, Stendhal in Storie Romane,
ma, non avendo letto altro di questo autore, più che di rapporto d’amore parlerei
di rapporto occasionale. Comunque non è detto che
con Stendhal sia finita qui….magari lo richiamo o lo becco su msn!

6. Cosa cerchi in un libro?
Spiazzamento.

7. Quale autore/autrice vorresti intervistare? cosa gli chiederesti?
Vorrei intervistare Edwin Abbott Abbott (si chiama così, giuro) e
Lewis Carroll e chiederei ad entrambi dove comprano il fumo: roba
spessa!

l’intervist(in)a: Elisa Massari

1. Che libro avresti voluto scrivere?
Matilde di Roald Dahl per due motivi: il primo è che credo sia difficilissimo scrivere per i bambini e risultare credibili, il secondo è che mi sento un po’ Matilde.

2. In quale libro ti piacerebbe vivere?
Mi piace molto l’ambientazione di Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen. Adoro i romanzi inglesi dell’800 e per questo credo che avrei voluto vivere con Lizzy e le sue sorelle.

3. Quale libro rileggi più spesso?
Rileggo, almeno due volte l’anno, la serie dei Peanuts. Sono un’inaspettata fonte di saggezza.

4. Quale personaggio letterario vorresti essere?
Vorrei tanto essere… Hermione Granger! Con i poteri magici e tutto, eh!

5. Qual è il primo libro di cui ti sei innamorata/o? e l’ultimo?
Il primo libro che ho amato è Là dove soffia il Mistral di G. Righini Ricci. L’ultimo, inaspettatamente è stato Notre Dame de Paris di Victor Hugo. Ho detto inaspettatamente perchè è un romanzo molto inflazionato ed è svilito dal Musical che ne hanno tratto recentemente.

6. Cosa cerchi in un libro?
In un libro spero sempre di trovare una buona caratterizzazione ed una credibilità dei personaggi. La trama può anche essere esigua, ma se i personaggi sono appassionanti tutto passa in secondo piano.

7. Quale autore/autrice vorresti intervistare? cosa gli chiederesti?
Mi piacerebbe intervistare Saki e chiedergli come ha fatto ad essere così meravigliosamente perfido ed allo stesso tempo irreale.

8. Quale libro regaleresti al tuo autore preferito…
Io regalerei La bambinaia francese di Bianca Pitzorno a Charlotte Bronte.