Prima di andare all’inferno… Bikers (ed altra gente)

Bikers (ed altra gente)Quante strade deve percorrere un uomo prima di poterlo chiamare un uomo?” domandava Bob Dylan nella celeberrima “Blowing in the wind”, e la risposta, si sa, soffia nel vento.
Ma appunto per questo noi possiamo rispondere: infinite strade, soprattutto le più difficili, anche quelle che possono condurre all’inferno.

In un certo senso, fu proprio la strada che conduceva “all’inferno” quella scelta dal KANISTERS MC CUNEO quando, ormai alcuni anni fa, decisero di intraprendere la via che li avrebbe portati in breve tempo ad entrare nel mondo della leggenda: oggi sono HELLS ANGELS MC CUNEO, uno dei molti chapter italiani degli Hells Angels.

Ma come la maggior parte delle leggende affonda le sue radici nella storia, così “BIKERS (ed altra gente)” di Carlo Adriano approfondisce – superando stereotipi e falsi luoghi comuni – la dimensione reale di un Motorcycle Cluble leggi e i riti che regolano questo mondo affascinante ma, in realtà, poco conosciuto. Condividere una concezione della vita nella quale la moto, e tutto ciò che si collega al suo simbolismo, assume un valore fondamentale.

Un libro assolutamente inedito, che inneggia alla libertà, allo spirito di fratellanza ed al nomadismo tipici dei bikers, con una galleria di personaggi e di situazioni che danno voce ad emozioni profonde. Un libro che non dovrebbe mancare nella biblioteca di ogni vero motociclista e che, pur nel suo piccolo, non sfigura troppo accanto a “Lo Zen e l’arte della manutenzione della motocicletta” (di Robert Pirsig) o “Due ruote e una sella” (di Stefano Disegni); qualcuno tra quelli che lo hanno letto ha tirato in ballo “I diari della motocicletta” di Ernesto Che Guevara. In ogni caso, “BIKERS (ed altra gente)” è un libro che merita di essere letto.

Per info e acquisti, puoi contattare direttamente l’autore via email: orsokmc@yahoo.it

Recensisci un libro… e vai in onda su Fahreneit!

Fahreneit è una trasmissione che ogni giorno, dal lunedì al venerdì, dalle 15 alle 18 ci parla di libri.

Ora ti offre la possibilità di recensire un libro e di andare in onda!

Direttamente dal loro sito, ecco come funziona:

“Invia il tuo YOU – BOOK , una breve recensione di non oltre i tre minuti, da realizzare su qualsiasi formato video o audio, all’indirizzo fahre@rai.it . Se vuoi, utilizza pure la nostra segreteria telefonica e registra il tuo YOU – BOOK allo 06 3724737. Per tutte le informazioni e gli aggiornamenti visita il nostro sito e la nostra pagina su Facebook.”

Una firma mantovana nell’antologia della casa editrice “9muse.net”

Per tutti quelli che si chiedevano: “Ma cosa diavolo c’è scritto nell’articolo?!”

Il titolo dell’antologia è “Ho preso in mano quella fotografia e…”, così come l’incipit di tutti i racconti in essa contenuti. Quattordici storie pubblicate da una giovane casa editrice di Torino, la “9muse.net”, che portano la firma di altrettanti giovani scrittori  provenienti da tutta Italia, da Savona a Reggio Calabria.
Tra di essi c’è anche un autore mantovano, Fabio Guastalla, firma de “la Voce di Mantova”. Il quale, tra l’altro, non è nuovo a esperienze nel campo della scrittura “creativa ”, essendosi aggiudicato nel 2008 un altro concorso promosso da un’associazione di Livorno: «Ma in quel caso – spiega il diretto interessato – dal racconto era scaturito uno spettacolo molto bello, una via di mezzo tra un cortometraggio e un reading, andato in scena presso il Nuovo Teatro delle Commedie della città toscana nel maggio dello scorso anno. In questo caso, invece, gli autori selezionati sono stati in seguito pubblicati in un’antologia che raccoglie i lavori. Non c’era una tematica prestabilita, il filo conduttore era l’incipit dei racconti, dai quali nascono quattordici storie molto diverse tra loro».
L’antologia è uscita da alcune settimane per i tipi della “9muse.net”, giovane casa editrice torinese molto attenta al panorama delle nuove penne italiane. «A dirigerla – continua Guastalla – è Bianca Adriano, pur’essa giovane e molto combattiva. Ho avuto modo di conoscerla a un evento di presentazione dell’antologia svoltosi poco tempo fa nel capoluogo piemontese. Uno spettacolo messo in scena da due artisti provenienti dalla scuola di Zelig, che poi è stato ripetuto anche in occasione della Fiera del Libro di Torino, dove la casa editrice era presente con un proprio stand. Puntare sui giovani è una strada rischiosa e, proprio per questo, coraggiosa e inusuale: il lavoro che sta attuando la casa editrice va elogiato e incoraggiato».

Nel volume, Guastalla partecipa con un racconto dal titolo “Capo Nord”, «un viaggio che – dice l’autore – ho effettivamente compiuto nel 2003 insieme ad altri sei amici, i cui veri nomi (o meglio, soprannomi) ho mantenuto intatti nel testo. Quel viaggio mi è servito da pretesto, tutto il resto è inventato».

Dove è possibile reperire il libro? «Per un motivo o per l’altro, ancora non è uscito in alcuna libreria mantovana. Pertanto, chi fosse interessato può contattarmi via e-mail (fabio.guastalla@gmail.com) o acquistarlo sul sito della casa editrice: www.9muse.net».

Gli artisti citati da Fabio Guastalla nell’articolo sono Desy Icardi, in arte La Desy, e Alberto de Lillo.

Thanx everybody!

Profondo Noir secondo Quarto Potere

“Il bello del noir è il suo cuore: un cuore di tenebra. Ma il bello del noir è anche come questo cuore può essere raccontato: può essere uno stile “hard boiled”, fantastico, quotidiano, grottesco; si può scegliere una narrazione in crescendo o fulminante, si può sfociare nell’horror o nel sociologico o nel fantascientifico; si può parlare di delitti o semplicemente di angosce. Il noir, insomma, è estremamente versatile, e incontra il gusto di tutti“.

Continua a leggere la bella recensione di Elena Aguzzi su Quarto Potere

Un ringraziamento particolare a Katia Ceccarelli

“Ho preso in mano quella fotografia e…”: Giulia (si) commenta

Stranissimo! Forse non dovrei commentare, dato che sono una degli autori…ma è una sensazione veramente bizzarra…I racconti, letti di fila, creano come un vortice di sensazioni diversissime e impattanti, al punto che si arriva alla fine un po’ scombussolati. C’è tanta carne al fuoco….Ogni racconto è denso, forte, un concentrato di impulsi…Faccio veramente i complimenti ai miei compagni di avventura (… cosa ci faccio in mezzo a gente così dotata?!?!) Bello bello…

Giulia Fontan ha commentato “Ho preso in mano quella fotografia e…” nella scheda del libro su aNobii.

Non è Dostoevskij ma…

[…] L’impressione è comunque positiva, non è Dostoevski, ma ti tiene incollato alle pagine. A differenza di Melissa p. questo è un libro decisamente più vero, sia per lo stile che per le esperienze che per l’anima che ne traspare… eh brava Claudia!

Questo è parte del commento di violacea su aNobii. Il resto – con anticipazioni della trama e del finale! – lo potete leggere sulla scheda del libro.

Di mattina presto, a digiuno: nuovo commento su aNobii

Nuovo commento sulla scheda di Di mattina presto, a digiuno presente su aNobii da parte di Cinzia, una lettrice.

“Una cosa è certa ho proprio voglia di leggere il secondo romanzo di Claudia.

Io ho trovato il libro molto scorrevole.
La storia di una ragazza di 18 anni che racconta le sue vacanze estive..
Tanto sole, amiche, ma soprattutto gli amori estivi.
Quelli che hanno un senso e quelli che purtroppo ti segnano per tutta la vita…

I consigli dei genitori, a volte troppo invadenti,che credono di saper tutto e invece si fanno condizionare dall’aspetto esteriore.

Una storia molto commovente, soprattutto il finale.
Grazie Claudia, per avermi dato la possibilità di leggere il tuo romanzo.”

Volevo essere una donna

Un romanzo che non si può definire generazionale e basta. Sì è vero si parla dell’adolescenza ma di quegli adolescenti della fine anni ’80 quando ancora c’erano i dischi e si suonava nelle cantine degli amici.
Claudia, fresca di maturità e appena diciottenne vuole vivere la sua ultima estate di adolescente senza pensieri ma la vita da adulta l’aspetta dietro l’angolo con tutto il suo dramma.
Incomprensioni con i genitori, le amiche sono tutto, silenzi sopiti solo da un disco che suona.
Solitudine nella folla, motorini e piazzetta un piccolo mondo che non può non cambiare.
Forse un po’ prolisso in alcuni punti ma sicuramente sincero e a cuore aperto.
Un libro che in altri tempi sarebbe stato oggetto di dibattiti e riunioni nelle sezioni dell’UDI.
Oggi purtroppo le donne si occupano solo di Sex and the city. Parliamone, parlatene anche di mattina presto e a digiuno.

Questa è la recensione che koshka, una delle vincitrici del nostro concorso, ha pubblicato sulla sua pagina di anobii a proposito di Di mattina presto, a digiuno.

Una nuovissima recensione su gufetto.it

L’avventura editoriale della giovane casa editrice torinese Edizioni9Muse prende avvio con il primo romanzo di Claudia Bruni, “Di mattina presto, a digiuno” (€13, PP.159), una storia coraggiosa che affronta il tema scottante della sessualità in età adolescenziale senza troppi pudori ma, soprattutto, senza alcuna morbosità. Claudia, questo è il nome della protagonista, è una tranquilla diciottenne che abita nella provincia torinese e si appresta a vivere una spensierata estate al fianco di Monica, l’amica del cuore che aspira a diventare Miss Italia e del giovane amore Stefano, nonostante la madre sia continuo presagio di sventura. Accanto ad una madre apprensiva troviamo un padre spesso assente o assorto davanti alla tv e un fratello che si rifugia nella sua camera: cronaca di una normale famiglia, insomma. Ma un giorno nello spensierato mondo di Claudia entra Edoardo…

continua a leggere la recensione su gufetto.it

Repertori d’adolescenze

è il titolo della recensione di “Di mattina presto, a digiuno” pubblicata su “LiBlog, libri grandi e piccoli letti da chi li ama“.
“Leggera scorre la sua vita, e la scrittura si fa lieve, quasi a non spezzare l’incantesimo che le aleggia intorno. Leggera narra delle sue paure, del rapporto conflittuale coi genitori, delle amicizie e dei giorni spesi in allegria, senza un dovere o un pensiero, prima di affrontare la serietà del mondo. Serietà che non bussa alla sua porta ma la sfonda.” continua a leggere…

“Di mattina presto”: una recensione “a caldo” da chi l’ha letto in anteprima

(a ruota libera…seguendo l’onda dell’entusiasmo)

 

I rischi maggiori che corrono le autrici rappresentanti del “gentil sesso” sono principalmente due: cedere alle lusinghe della leziosità, scadendo nella stucchevolezza o, al contrario, eccedere in spregiudicatezza, trasformando la propria sensibilità in una “sfida” (rivolta inconsciamente ai lettori maschi) tesa alla dimostrazione della propria emancipazione.

 

E’, invece, assolutamente piacevole imbattersi in scrittrici che preferiscono l’onestà intellettuale e il coraggio di esprimerla nei propri scritti, in maniera semplice e diretta.

 

Di mattina presto a digiuno” ne è una prova.

 

La forza espressiva dell’autrice, Claudia Bruni, è data proprio dal suo modo lineare e schietto di raccontare un universo femminile in boccio, ma assolutamente connotato.

La narrazione scorrevole e ritmata dei fatti lascia emergere una dolcezza che viene fuori da sé, senza necessitare sottolineature.
Il carattere dei personaggi traspare da particolari “fisici”, palpabili e concreti.
Ne è un esempio lampante il rapporto dell’omonima protagonista, Claudia appunto, con il colore rosso.
La sua predilezione per questa tinta ne delinea la sicurezza, la passionalità, senza nulla togliere alla fragilità giovane, sfiorata da una nota di insicurezza propria della sua età.
La capacità che ha la scrittrice di coinvolgere il lettore in un MOMENTO, più che in un mondo, stimolandolo alla complicità è sorprendente.

Claudia è una giovane donna, più che una ragazza: vive una problematica “tardoadolescenziale” affrontandola con una risolutezza e una lucidità che rende i suoi piccoli crucci profondi e quadrimensionali.

 

Alcuni registi contemporanei definiscono la creazione scenica teatrale l’arte del togliere.
Probabilmente tale definizione ben si adatta, a volte, anche alla narrativa (soprattutto quella autobiografica).
Non necessariamente spogliando un racconto da metafore o da un’eccessiva descrizione delle proprie emozioni lo si priva di prondità, al contrario: fornendo al lettore l'”indispensabile”, lo si stimola alla scoperta e all’introspezione autonoma dei personaggi.

 

Raccontare l’azione è più interessante, più coinvolgente che mostrare l’emozione.
Quanto più l’azione è definita e chiara, tanto più sarà forte ed emotivamente coinvolgente per chi vi assiste.

recensione a cura di PseudoCris