Portici di Carta 2009: la libreria più lunga del mondo è a Torino

Il 26 e il 27 settembre a Torino: incontri con gli autori, presentazioni con gli autori, spazio bimbi e robe cioccolatose

dal sito Portici di Carta:

Il 23 settembre i nomi degli autori e il programma

Il programma completo e i nomi degli ospiti verranno svelati al pubblico mercoledì 23 settembre, in una conferenza stampa che si terrà alle 11.30 presso il Caffè Neuv Caval ‘d Brôns (piazza San Carlo, 155, Torino).

Il percorso

Per un intero week-end i portici di via Roma, piazza San Carlo e piazza Carlo Felice si trasformano in un’immensa bancarella. Migliaia e migliaia di titoli per lettori di tutte le età, per tutti i gusti e tutte le tasche. Un’offerta irresistibile per il lettore appassionato, una tentazione per il semplice curioso, una proposta divertente anche per il passante impegnato nello shopping.
In Piazza San Carlo il corner per gli eventi ospiterà un ricco programma di incontri con gli autori, presentazioni, dibattiti, tavole rotonde e spettacoli.

La carica dei 120

A gestire le librerie sono come di consueto oltre 120 librai di Torino e provincia: dalle grandi catene internazionali alle librerie indipendenti, dalle librerie antiquarie ai remainders fino a quelle più specializzate. L’ultimo best seller e il titolo raro, il volume antico e il fuori catalogo, il manuale tecnico e il testo professionale, il libro per ragazzi e quello in lingua straniera: a Portici di Carta c’è tutto.

Le Vie del Libro

Il percorso di Portici di Carta è suddiviso in tratti tematici, vere e proprie «vie del libro» che facilitano l’orientamento nei diversi generi: la Via dei Ragazzi, della Storia, dei Viaggi

Ci vediamo a Portici di Carta!

“Ho preso in mano quella fotografia e…”: lo spettacolo

Come ha scritto Beppe sul sito della libreria

Una chitarra elettrica, una cabarettista che per una sera fa l’attrice, un libro da presentare, un’editrice che disegna borse, un bel pubblico interessato, e alla fine un po’ di vino che non fa mai male.

Ecco qui gli ingredienti per un bel sabato pomeriggio. Il 4 aprile 2009 la presentazione di “Ho preso in mano quella fotografia…” è stata molto bella. Chi non ha potuto esserci, può sfruttare comunque le potenti tecnologie di questo sito per rivedersi il video tremolante della presentazione.

“Ho preso in mano quella fotografia e…” l’ho raccontata

Grazie a tutti coloro che hanno partecipato allo spettacolo “Ho preso in mano quella fotografia e…”che si è tenuto sabato 4 aprile alla libreria massena28 di Torino. Grazie a chi è arrivato da Mantova, da Parma, da Milano e che si è sciroppato un bel viaggione, ma credo che ne sia valsa la pena.

Un ringraziamento speciale a Desy (autrice del racconto Io e la bastarda contenuto nell’antologia) e ad Alberto De Lillo, sono stati strepitosi e ci hanno intrattenuti e divertiti con la loro bravura.

Eravamo davvero tanti, in libreria non ci stavamo tutti e abbiamo colonizzato il marciapiede.
Grazie.
Alla prossima.

https://i0.wp.com/eppesuigoccas.homedns.org/Ho_preso_in_mano_quella_fotografia_e/010-dsc_3046.jpg
La Desy
Alberto De Lillo alla chitarra
Alberto De Lillo alla chitarra

Profondo Noir: assaggi

Sono sveglia. Butto giù le gambe dal letto.
Il display della sveglia mi informa che sono le 11 e 07 a.m.
La testa fra le mani rifletto, immobile come uno specchio. Gli scuri sono aperti ma non si vede nemmeno l’ombra di una luce.
Decido che è meglio dare un’occhiata in giro.
In bagno non è cambiato quasi nulla: Federica e Roberto sono nella vasca e l’acqua è ancora rossa, torbida. Solo l’odore del sangue è un poco più deciso. Li tocco con un dito: prima lui, poi lei. Sono rigidi, del tutto.
Esco dal bagno e scendo lentamente le scale. Alessandro è riverso sul tavolo. Accanto a lui tubetti di medicine e bottiglie di liquori. Respira debolmente.
Chissà che fine ha fatto Sara… La cerco nel bagno di servizio. La porta è chiusa a chiave da dentro, la luce è accesa. Dalla serratura ne vedo una mano. Contratta, verdognola. Sta ancora aggrappata al water. Ha preso candeggina e sgorgatubi prima di correre a chiudersi qui dentro. Quando sono andata a dormire gridava ancora.

brano tratto da Anno nuovo, vita nuova.

“Ho preso in mano quella fotografia e…” a Roma

giovedì 19 febbraio 2009

ore 18:30

Samantha Terrasi e Alessandro Galli

presentano

“Ho preso in mano quella fotografia e…”


Libreria Nero Su Bianco

Piazza San Cosimato, 16 zona Trastevere

Roma

Profondo Noir – dacci oggi il nostro orrore quotidiano…

Profondo Noir
Profondo Noir

strani scherzi del fato, di quelli che, se ci fai caso, ti sembra di sentire aleggiare nell’aria odore di zolfo…
strani incontri, di quelli che ti cambiano la vita, e non necessariamente in meglio.
strani viaggi, talvolta senza ritorno.
strani risvegli, di quelli che vorresti ripiombare subito in un sonno senza sogni.
strani appuntamenti, di quelli che avresti fatto meglio a ricordare.
o a dimenticare.

tra veglia e sogno, tra luce e tenebra, tra vita e morte, in città spettrali, paesaggi onirici, visioni terrificanti, Profondo Noir è un biglietto di sola andata.

Indice dei racconti:

Anno nuovo, vita nuova :: Amanda Zito
Dobro Jutro :: Katia Ceccarelli
Gridalo forte :: Pietro Caturano
Il dubbio :: Frank La Tanica (Cristiano Varotti)
Con il cuore tra i coglioni :: Stefano Zucchi
Amore e pillole :: Alba Coglitore
Per amore di Irene :: Carlo Adriano
Il Veleno delle Lucciole :: Giorgia Rebecca Gironi
EX :: Domenico Cosentino
Volvo S80 :: Federico Zazzara
Assassino di carta :: Gianfranco Cambosu
Io so :: Sara Monteverde
Stella :: Ersilia Cacace
Tierra Caliente :: Gennaro Chierchia
22 :: Sergio Paoli
Nessun Dorma :: Alessio Taffarello

Ventitré paia d’occhi alla libreria Mondadori di Carpi (MO)

Giovedì 12 febbraio 2009
ore 21:00

Elisa Massari presenta
Ventitré paia d’occhi

conduce Stefania Ferrari
letture di Andrea Damiano

Libreria Mondadori – Carpi (MO)

elisa massari - ventitré paia d'occhi

assaggi: Ventitré paia d’occhi

Parcheggio di Via Guernica.
L’appuntamento per le ore 11:30 Post Meridiane.
Serata umida, ma non ci si può aspettare altro da una serata nella bassa.
Con la solita scusa del “Ti devo parlare” ci eravamo dati appuntamento lì, in un posto poco illuminato e mode-ratamente tranquillo. Se c’è tanta luce, e devo discutere di cose importanti con qualcuno, sembra che le parole, prima di uscirmi dalla bocca, ristagnino tra la lingua ed il palato in preda ad una sorta di fotofobia.
Erano le 11:28 e io ero lì in macchina ad aspettare che arrivasse. Pochi minuti e parcheggia l’auto di fianco alla mia, spegne i fari, scende. Ha il cappotto marrone, cappotto che ho trovato decisamente attraente, un tempo.
Sale sulla mia auto, si sistema.
Io lo fisso, cercando di assumere l’aria più algida che posso, la mia bocca è morbidamente chiusa, non serrata. Non voglio fargli vedere la collera che mi scorre dentro.
In macchina, lei e lui.
Lei: viziata e solare. Lo ha amato, o almeno crede di averlo fatto, nel modo più altruistico possibile. Fino a che, un giorno, un suo amico non le aveva detto la verità. Shtock! Mazzata tra le scapole. Aveva boccheggiato per un po’, tipo pesce azzurro durante la stagione della fregola, lo aveva fissato (l’amico) e gli aveva detto: “Beh… grazie” e se n’era andata.
Lui: viziato e cortese. Provava a fare tutto quello che era possibile per accontentarla, ovviamente non ci riusciva mai. Non perché non ne avesse le capacità, ma perché le donne sono creature incontentabili, languide ed esigenti. Non odiava l’amico che cavallerescamente le aveva detto come stavano le cose. L’odio non era nel suo stile. L’odio richiede molto impegno e dedizione. Troppo faticoso.
Io ovviamente nella storia sono quella con gli occhi verdi e la bocca sofficemente chiusa. Imperturbabile.
Lui mi fissa per un po’, le sue pupille che mi ricordavano due caramelle succhiate, uno sguardo tipo quello del pesce azzurro durante la stagione della fregola. Siccome arguisce che non ho alcuna intenzione di schiudere le mie morbide labbra inizia lui.
“Ma perché fai così?” Gli attacchi non sono mai stati il suo forte.
“Così come?” Risposta, anzi, domanda volutamente stupida. Presuppone una certa indisponenza, cosa che Lui non sopporta, soprattutto da me.
“Lo sai eccome! Così. Come stai facendo. Sei fredda”. Ah, ah, ah. Ma davveeeero?!
“Guarda che mi sto comportando nel modo più normale possibile”. Mi sentivo come una vespa molesta. Lo detestavo per quello che mi aveva fatto. Stupido uomo.
“No, non è vero! Tu non sei così. Lo so IO e lo sai anche TU”.
“Mi sto comportando come ti meriti”. Imperdonabile caduta di stile.
“Cosa vuol dire come mi merito?” Anche se il discorso che stavamo facendo in macchina era piuttosto coinvolgente ed acceso, ci terrei a precisare che Lui non alzava mai la voce. Troppo faticoso.
“Ti tratto come ti meriti, brutto idiota! Dopo quello che mi ha detto il tuo amico hai ancora il coraggio di accampare delle pretese?” Io, essendo vespa, alzavo la voce, ECCOME.
“Ma IoTiAmo”. Precisazione: ‘Io ti amo’ di solito veniva fuori durante le discussioni nelle quali io lo stavo sbranando selvaggiamente e Lui, con la flemma da puzzola dei cartoni della Warner, tirava fuori questa frase congelando le mie sinapsi. Amava definirsi un Dostoevski del tempismo. Dostoevski aveva un PESSIMO tempismo per quanto ho capito.

tratto dal racconto Terribly Polite in Ventitré paia d’occhi di Elisa Massari che presenterà il suo libro giovedì 12 febbraio alle ore 21:00 alla libreria Mondadori di Carpi (MO).

Biblioterapia: quando i libri aiutano a guarire

Mi è ritornato tra le mani un articolo pubblicato il 20 settembre scorso su “la Repubblica” che si intitola “Biblioterapia – Quando i libri aiutano a guarire“. E’ uno dei servizi offerti da una nuova libreria, la School of Life, che si trova a Londra nel quartiere di Bloomsbury, dove nacque l’omonimo circolo letterario legato a Virginia Woolf e sede ancora oggi di molte case editrici e librerie.

Funziona così: se qualcuno ha un problema, lo racconta al libraio e riceverà subito un cofanetto con sei libri scelti dal professor Ronert Macfarlane della Cambridge University, insieme a un volantino che gli spiega la scelta dei titoli.

Benedetta Cibrario, premio Campiello 2008 con Rossovermiglio, dice:

“Ho sempre pensato che i libri fossero la mia salvezza. […] Se hai pensieri pesanti, opprimenti, leggere ti fa spostare il fuoco fuori da te. Ti porta in un’avventura diversa, in un mondo altro, in un viaggio speciale. […] Nei libri puoi trovare la fuga e l’intrattenimento, il piacere e il divertimento, ma anche gli strumenti per scoprire il mondo e te stesso. Le storie sono terapeutche, lo sono i personaggi, le vite degli altri.”

Di mattina presto in libreria?

Molte persone ci stanno contattando perché vorrebbero trovare Di mattina presto, a digiuno in libreria per sbirciarlo, sfogliarlo e maneggiarlo, e hanno tutta la mia comprensione: anche io provo una “passione fisica” per i libri 🙂

Le librerie che volessero ricevere alcune copie del romanzo in conto deposito possono lasciare un commento o scrivere a: 9muse@9muse.net, saremo lieti di inviargliele.