Festivaletteratura 2009 a Mantova

Dal 9 al 13 settembre 2009 si tiene a Mantova il Festivaletteratura.

Questa edizione rende omaggio a Muriel Barbery, autrice de L’eleganza del riccio.

Tra gli ospiti: Stefania Bertola, Luca Bianchini, Roberto Calasso, Eva Cantarella, Lella Costa, Mario Calabresi, Paolo Colagrande, Sandrone Dazieri, Erri de Luca, Alicia Gimenez-Bartlett, Paolo Giordano, Nadine Gordimer, Sophie Kinsella, Paola Mastrocola, Margaret Mazzantini, Valerio Massimo Manfredi, Tommaso Pincio, Pulsatilla, Tiziano Scarpa, Luis Sepulveda, Patrizia Valduga, Fay Weldon.

Qui il programma completo della manifestazione.

Una firma mantovana nell’antologia della casa editrice “9muse.net”

Per tutti quelli che si chiedevano: “Ma cosa diavolo c’è scritto nell’articolo?!”

Il titolo dell’antologia è “Ho preso in mano quella fotografia e…”, così come l’incipit di tutti i racconti in essa contenuti. Quattordici storie pubblicate da una giovane casa editrice di Torino, la “9muse.net”, che portano la firma di altrettanti giovani scrittori  provenienti da tutta Italia, da Savona a Reggio Calabria.
Tra di essi c’è anche un autore mantovano, Fabio Guastalla, firma de “la Voce di Mantova”. Il quale, tra l’altro, non è nuovo a esperienze nel campo della scrittura “creativa ”, essendosi aggiudicato nel 2008 un altro concorso promosso da un’associazione di Livorno: «Ma in quel caso – spiega il diretto interessato – dal racconto era scaturito uno spettacolo molto bello, una via di mezzo tra un cortometraggio e un reading, andato in scena presso il Nuovo Teatro delle Commedie della città toscana nel maggio dello scorso anno. In questo caso, invece, gli autori selezionati sono stati in seguito pubblicati in un’antologia che raccoglie i lavori. Non c’era una tematica prestabilita, il filo conduttore era l’incipit dei racconti, dai quali nascono quattordici storie molto diverse tra loro».
L’antologia è uscita da alcune settimane per i tipi della “9muse.net”, giovane casa editrice torinese molto attenta al panorama delle nuove penne italiane. «A dirigerla – continua Guastalla – è Bianca Adriano, pur’essa giovane e molto combattiva. Ho avuto modo di conoscerla a un evento di presentazione dell’antologia svoltosi poco tempo fa nel capoluogo piemontese. Uno spettacolo messo in scena da due artisti provenienti dalla scuola di Zelig, che poi è stato ripetuto anche in occasione della Fiera del Libro di Torino, dove la casa editrice era presente con un proprio stand. Puntare sui giovani è una strada rischiosa e, proprio per questo, coraggiosa e inusuale: il lavoro che sta attuando la casa editrice va elogiato e incoraggiato».

Nel volume, Guastalla partecipa con un racconto dal titolo “Capo Nord”, «un viaggio che – dice l’autore – ho effettivamente compiuto nel 2003 insieme ad altri sei amici, i cui veri nomi (o meglio, soprannomi) ho mantenuto intatti nel testo. Quel viaggio mi è servito da pretesto, tutto il resto è inventato».

Dove è possibile reperire il libro? «Per un motivo o per l’altro, ancora non è uscito in alcuna libreria mantovana. Pertanto, chi fosse interessato può contattarmi via e-mail (fabio.guastalla@gmail.com) o acquistarlo sul sito della casa editrice: www.9muse.net».

Gli artisti citati da Fabio Guastalla nell’articolo sono Desy Icardi, in arte La Desy, e Alberto de Lillo.

Thanx everybody!

Uomini e donne: una breve segnalazione

Matteo di Giulio, autore del racconto Il ragazzo cyborg contenuto in Uomini e donne: maneggiare con cura, oltre che del romanzo noir “La Milano d’acqua e sabbia”, è stato intervistato su leggendo scrivendo.

Uomini e donne: maneggiare con cura è in offerta sul sito di 9muse con il 30% di sconto fino al 15 giugno!

“Ho preso in mano quella fotografia e…”: lo spettacolo

Come ha scritto Beppe sul sito della libreria

Una chitarra elettrica, una cabarettista che per una sera fa l’attrice, un libro da presentare, un’editrice che disegna borse, un bel pubblico interessato, e alla fine un po’ di vino che non fa mai male.

Ecco qui gli ingredienti per un bel sabato pomeriggio. Il 4 aprile 2009 la presentazione di “Ho preso in mano quella fotografia…” è stata molto bella. Chi non ha potuto esserci, può sfruttare comunque le potenti tecnologie di questo sito per rivedersi il video tremolante della presentazione.

Ventitré paia d’occhi alla libreria Mondadori di Carpi (MO)

Giovedì 12 febbraio 2009
ore 21:00

Elisa Massari presenta
Ventitré paia d’occhi

conduce Stefania Ferrari
letture di Andrea Damiano

Libreria Mondadori – Carpi (MO)

elisa massari - ventitré paia d'occhi

l’intervist(in)a: Carlo Adriano

che libro avresti voluto scrivere?
L’Odissea, tanto per non volare troppo alto.

in quale libro ti piacerebbe vivere?
Più che nel libro, nell’epoca in cui Ludovico Ariosto ha scritto “L’Orlando furioso”, vale a dire il Rinascimento.

quale libro rileggi più spesso?
Se come risposta vale anche una parte di un libro (ma che libro!), la prima cantica della Divina Commedia, l’Inferno.

quale personaggio letterario vorresti essere?
Voland, il diavolo de “Il maestro e Margherita”, di Michail Bulgakov.

qual è il primo libro di cui ti sei innamorato? e l’ultimo?
Il primo è stato sicuramente il “Don Chisciotte”, di Cervantes, l’ultimo “Idee: il catalogo è questo”, di Umberto Galimberti.

cosa cerchi in un libro?
Me stesso, anche se può sembrare presuntuoso; ma sono convinto che in ogni buon libro ci sia una parte di ogni essere umano.

quale autore/autrice vorresti intervistare? cosa gli chiederesti?
Platone, il più grande dei filosofi. E le domande sarebbero innumerevoli: dalla cronologia dei suoi Dialoghi al suo rapporto sia con Socrate che con Aristotele, dall’illustrazione dei suoi “miti” filosofici, soprattutto quello di Atlantide, al rapporto tra politica e filosofia.

Se dovessi salvare un solo libro dalla distruzione di tutti i libri del mondo, quale sceglieresti?
Il manifesto del Partito Comunista” di Karl Marx.

Carlo Adriano ha scritto il racconto Malcom Mac Duncan per “Ho preso in mano quella fotografia e…” e il racconto Per amore di Irene sull’antologia Profondo Noir in uscita il 17 febbraio.

l’intervist(in)a: Giulia Fontan

Che libro avresti voluto scrivere?
L’albero della scienza di Pìo Baroja. Sono uguale, ma proprio uguale al protagonista (…però lui finisce suicida, e la cosa in effetti mi turba un po’…). Se pensavo di voler scrivere un libro, era sostanzialmente per arrivare ad un risultato simile, ma Baroja è impareggiabile. Un libro incredibile, ma anche un’accettata a buona parte della mia ambizione letteraria…Meglio tornare a leggere!

In quale libro ti piacerebbe vivere?
Orgoglio e Pregiudizio

Quale libro rileggi più spesso?
Non mi capita quasi mai di rileggere i libri che compro, per mancanza di tempo (molti sono dei mattoni)…Le uniche eccezioni fino ad ora sono state Candide di Voltaire e i vari libretti di Amélie Nothomb che ho a portata di mano…Veloci da smaltire, ma comunque ricchissimi. Mi piacerebbe rileggere Libera Nos a Malo (gentilmente, se me lo restituite, grazie!)

Quale personaggio letterario vorresti essere?
Elizabeth, di Orgoglio e Pregiudizio.

Qual è il primo libro di cui ti sei innamorata/o? e l’ultimo?
Il primo libro è un problema! Ho letto fin da piccolissima, per cui le immagini sono vaghe…Direi i libri della Pimpa, ricordo che li cercavo ossessivamente nella libreria dei bambini, forse ero all’asilo…
Sull’ultimo libro invece non ho dubbi, è Libera nos a malo di Meneghello.

Cosa cerchi in un libro?
I miei pensieri; ogni volta è una sorpresa ritrovare le mie idee nei libri del passato. Ma mi incuriosisce soprattutto il legame che l’autore ha con la vita, come si pone di fronte alle cose. E poi cerco sempre libri arguti, cinici e divertenti (vedasi Le amicizie pericolose di Laclos, tanto per capirci), che mi facciano ridere di cuore.

Quale autore/autrice vorresti intervistare? cosa gli chiederesti?
Eh, troppi ce ne sono… ma non so se poi avrei il coraggio di fare domande… Mi piacerebbe una conversazione in generale con Salgari. A Javier Marìas: “Com’è che lei divaga sempre così tanto, ma così tanto, ma così tanto?”

Ho pensato di lasciare la mia pagina su Anobii se può interessare…

Giulia Fontan ha scritto Passi leggeri su fondo blu per “Ho preso in mano quella fotografia e…”.

l’intervist(in)a: Michela Murialdo

– Che libro avresti voluto scrivere?
A volte mi capita di finire di leggere un libro e dirmi: caspita, perchè non l’ho scritto io? Sono quei libri che ti lasciano qualcosa dentro, che riesci a creare nei tuoi occhi tanto da sentirli reali e sulla pelle. Sono quelli i libri che avrei e vorrei scrivere. Quelli che ti viene voglia di rileggere, sottolineare, sfogliare in determinati momenti. Quelli che porteresti con te.

– In quale libro ti piacerebbe vivere?
Un po’ in tutti perchè vorrei conoscere realtà, parole, emozioni diverse. Le più disparate, e magari portami dietro qualcosa di migliore!

– Quale libro rileggi più spesso?
Ho il vizio di rileggere i libri o anche solo delle frasi. se un libro mi ha colpito, mi ha dato qualcosa finisce così. Ad esempio : “Lei che nelle foto non sorrideva” di Cinzia Bomoll (adoro quel libro), “Tre voli” di Chiara Zocchi e “Destroy“della Santacroce.

– Quale personaggio letterario vorresti essere?
Ora come ora non saprei. Un’Alice del paese delle meraviglie qualche volta non farebbe male 🙂

– Qual è il primo libro di cui ti sei innamorata? e l’ultimo?

(questa intervista è troppo difficile! non riesco a fare una selezione dei libri!) Allora… io mi innamoro sempre dei libri, dovrei farti un elenco lunghissimo. Un amore presente e passato, i diari di Sylvia Plath; “Veronika decide di morire” di Coelho, “Un uomo” della Fallaci.

– Cosa cerchi in un libro?
Cerco un po’ di me stessa. Scelgo i libri a seconda del mio umore, delle mie voglie. In questo periodo prediligo la scrittura femminile. Cerco parti nascoste, storie nuove, scritture che mi emozionino, che mi lascino qualcosa una volta che la copertina è stata chiusa. Cerco quelle emozioni che ti entrano dentro, dritte nelle stomaco. Cerco una storia dove sarebbe bello vivere.

– Quale autore/autrice vorrei intervistare? cosa gli chiederesti?

Chiara Zocchi, solo per conoscerla. per dirle che i suoi libri sono splendidi. che il suo modo di scrivere e di dare emozioni è unico.

Michela Murialdo è l’autrice del racconto Lucide istantanee pubblicato nell’antologia “Ho preso in mano quella fotografia e…”.

Fuori l’autore: Giuseppe Guidotti

Giuseppe Guidotti
Giuseppe Guidotti

1. che libro avresti voluto scrivere?
Sostiene Pereira oppure Ti prendo e ti porto via.

2. in quale libro ti piacerebbe vivere?
Bè… Alice nel paese delle meraviglie 🙂

3. quale libro rileggi più spesso?
Il mio, perchè di solito non rileggo i libri per un motivo che non ho ancora ben capito.
Però il mio per forza di cose sì.

4. quale personaggio letterario vorresti essere?
Mattia Pascal….. perchè ho sempre sognato di darmi morto e scappare…. giusto per semplificare

5. qual è il primo libro di cui ti sei innamorato? e l’ultimo?
Sostiene Pereira
il primo e l’ultimo credo Ti prendo e ti porto via.

6. cosa cerchi in un libro?
Che mi catturi e mi faccia immergere, che mi ecciti e mi faccia piangere. Che
ci sia una storia bellissima da voler vivere.

7. quale autore/autrice vorresti intervistare? cosa gli chiederesti?
Chiara Zocchi, le chiederei se mi vuole sposare.

Come colonna sonora per la lettura del suo racconto L’ultima della collezione in “Ho preso in mano quella fotografia e…” Giuseppe è indeciso tra:
Viva la vida dei Coldplay
Who the fuck are Arctic Monkeys degli Arctic Monkeys
Grace di Jeff Buckley
e Liar di The Niro
e forse mille altre
ma alla fine ha scelto Smashing Pumpkins, Dancing In The Moonlight.

l’intervist(in)a: Alessandro Galli

1. che libro avresti voluto scrivere?
Ce ne sono molti che, leggendoli, mi salta al naso la smania di riscriverli.. firmandoli di mio. Credo che sceglierei “Il Pendolo di Foucault”, “Q” e i primi 50 numeri di Dylan Dog,

2. in quale libro ti piacerebbe vivere?
Assolutamente un libro di Marquez. forse “Cent’anni di solitudine” atmosfere bellissime. Magari guardando le storie dal di fuori, a scanso di equivoci…


3. quale libro rileggi più spesso?

torno su GGM: “L’amore ai tempi del colera” è anche l’unico libro che abia letto più di 5 volte. 15, per la precisione. quando sono fuori per lavoro e non ho la mia libreria a portata di mano ne compro una copia. sono arrivato a sette… ho fatto molti regali. poi.

4. quale personaggio letterario vorresti essere?
Mattia Pascal… a volte lo spero vivamente.

5. qual è il primo libro di cui ti sei innamorato? e l’ultimo?
il primo credo fosse “Il raggio verde” di Verne. l’ultimo è “Lo zahir”di Coelho. mi piace tanto che non riesco a finirlo.

6. cosa cerchi in un libro?
Di solito non cerco nulla. A volte mi faccio prendere dalla veste grafica, altre dal titolo, più spesso dall’argomento, quasi sempre dal nome dell’autore.
Forse, però, pensandoci, cerco la sorpresa.

7. quale autore/autrice vorresti intervistare? cosa gli chiederesti?
Intervisterei due autori: Valerio Evangelisti per chiedergli … una benedizione… e Dan Brown per chiedergli… i danni.

Alessandro Galli ha scritto il racconto Alice pubblicato in “Ho preso in mano quella fotografia e…”

l’intervist(in)a: Marco Taddei

1. che libro avresti voluto scrivere?
Difficile dirsi. [il titolo “intervist(in)a è in realtà un depistaggio: sono tutte domande difficilissime! n.d.r.] E’ come chiedere a Gianni Canova qual è il suo film preferito. Probabilmente mi sarebbe piaciuto scrivere (riscrivere?) non un libro singolo ma un libro intero che altro non sarebbe se non un taglia e cuci di un sacco di libri tutti diversi tra loro. Il Don Chisciotte montato interlinearmente con La Scimmia sulla Schiena oppure Moby Dick che inizia come una poesia di Gottfried Benn e finisce come un racconto di Gargantua e Pantagruele con lo note di Edgar Allan Poe, la prefazione di Bioy Casares e le sottolineature di Celine.

2. in quale libro ti piacerebbe vivere?
Anche qui è difficile dire. Ma spesso ho desiderato essere una termite per vivere davvero dentro un libro. Possederlo. Roderlo da dentro. Rodere tutti i libri e consumarli in una specie di grande smascellante amore.

3. quale libro rileggi più spesso?
Di solito non rileggo. Ma il mio record di sottolineature ce l’ha Il Maestro e Margherita. Nelle edizioni bilingue mi piace leggere le poesie a mente in italiano e poi rileggerle ad alta voce nella lingua originale anche e soprattutto se non la conosco – tedesco, francese, ceco. E poi cercare di scovare in quelle parole incomprensibili i significati che avevo appena afferrato.

4. quale personaggio letterario vorresti essere?
Imbarazzante. Mi sento imbarazzato a questa domanda. Vorrei essere un parente di Gregor Samsa e togliergli la mela che gli marcisce tra quelle sue scapole da insetto…

5. qual è il primo libro di cui ti sei innamorato? e l’ultimo?
Il primo amore non si scorda mai ma è sempre un po’ ingenuo: La Leggenda di Nifft non ricordo di chi, un libro fantasy. Paccottiglia. Non ci capii nulla ma era un libro di 400 pagine che avevo scalato tutto da solo ad appena 12 anni. L’ultimo amore invece è una specie di fulminazione: i racconti di Bruno Schulz. Ogni volta che lo apro mi emoziono. Ho paura a finirlo quindi lo centellino. Lo tengo chiuso sul comodino sopra il mini stereo, vicinissimo al cuscino così mentre dormo con la testa che sogna magari lo tocco un poco. E Schulz forse non si sentirebbe più solo.

6. cosa cerchi in un libro?
Un vento. Un Aliseo.

7. quale autore/autrice vorresti intervistare? cosa gli chiederesti?
Naturalmente dovrei recarmi nel nebbioso regno dei morti. Giorgio Manganelli si farebbe intervistare? Chi lo sa. Mi basterebbe vederlo vagare pensieroso in una paesaggio maculato di foschie, calpestare un tappeto di erbe secche grigie e rade, con strane case coloniche disseminate come in un lancio di dadi. E gli chiederei se è vero che Howard Philip Lovecraft gli facesse regolarmente visita come dicono certe voci sospettose qui da noi. Se invece dovessi limitarmi a bazzicare il marciapiede dell’Oggi ecco che cercherei il campanello di Edgardo Franzosini, Jose Saramago, Guido Ceronetti, Gunter Grass. E chiederei loro cosa si prova a splendere di luce propria e se illuminate dai loro vaticinanti fari si avvistino alla deriva scialuppe cariche di giovani scrittori assetati solo di un po’ di pagine bianche.

Marco Taddei, Grazie Nazca in “Ho preso in mano quella fotografia e…”.

L’intervist(in)a: Samantha Terrasi

Avrei voluto scrivere un romanzo sugli amori a senso unico e l’ho fatto.
Mi piacerebbe vivere in Cime tempestose.
Leggo piu’ spesso Notre dame de Paris.
Un personaggio, bella domanda… Forse ora, in questo momento, sono Brida una maga.
Mi sono innamorata di Orgoglio e pregiudizio, ma mi innamoro di tutti i libri che leggo…l’ultimo La timidezza delle rose ci sono delle frasi scritte forse per me.
Cerco quello che completa il mio essere, cerco i puntini di sospensione, quelle risposte che sono un libro ti sa dare perchè è lui che sceglie te.
Vorrei intervistare la Allende o Coelho e gli chiederei come fare a mettere a disposizione il Dono dello scrivere per tutti.
Spero che ti siano utili…di libri ne ho letti e riletti tanti e seguono la mia vita…spero un giorno che anche il mio romanzo esca e sieda in qualche libreria e possa essere letto e sottolineato da qualcun altro che cerca delle risposte…

Samantha Terrasi è l’autrice del racconto Se una foto, un giorno… nell’antologia “Ho preso in mano quella fotografia e…”.

l’intervist(in)a: Valentina Tomaselli

1. Che libro avresti voluto scrivere?
Un libro che raccontasse tutte le forme dell’assenza. Di quei libri che sotterreresti nelle notti di pazzia e delirio per la rabbia della verità e che poi riesumeresti dalla memoria per riprender pezzi di te tra la disperazione. E tenerli stretti.

2. In quale libro ti piacerebbe vivere?
Vorrei vivere in ogni libro. Assaporare fugace diverse vite, da mescolare. E poi rinascere.

3. Quale libro rileggi più spesso?
Non amo rileggere i libri. Non ho mai riletto nessun libro. Amo le sensazioni d’impatto, quelle che ti provengono quando sei a contatto per la prima volta con qualcosa anche solo per un attimo e subito dopo non è più tra le mani. Quando leggo un libro rapisco le parole, una dopo l’altra, ci infilo le mie visioni e quel che sento. In quel momento. Rileggerlo sarebbe come svalutare tutto questo.

4. Quale personaggio letterario vorresti essere?
Guglielmo da Baskerville, protagonista de “Il nome della rosa” di Umberto Eco. Lui, affascinato dalla cultura e dalla filosofia, pecca costantemente di presunzione intellettuale. E di fronte al pericolo, la premura è salvare i suoi libri.

5. Qual è il primo libro di cui ti sei innamorata/o? E l’ultimo?
Per ogni libro che leggo provo una diversa forma d’amore. Trovo sempre il modo di far sì che sia il mio riflesso. Ma di certo “Leda- Romanzo di carne” di Angela Buccella mi si è impresso sulla pelle anche solo leggendo la prima frase. Ho amato Leda da subito. L’ho cullata perché Leda ha bisogno di tante carezze. Leda vive nella sua mente fino a perdersi urlando il dolore fino alla malattia. Leda si porta incise le cicatrici dell’ossessione. Leda è irreale nella sua realtà. Leda è Me.

6. Cosa cerchi in un libro?
Cerco uno specchio. Uno specchio deforme in grado di plasmarsi ai miei occhi. Dove gettare addosso, violentemente, il silenzio. Cerco una voce che riesca ad insinuarsi nelle mie corde vocali per liberarsi. Per liberarmi.

7. Quale autore/autrice vorresti intervistare? Cosa le chiederesti?
Isabella Santacroce. Non le chiederei nulla. La guarderei e basta.

8. Quale libro regaleresti al tuo autore preferito?
Il mio libro.

Valentina Tomaselli – Parli come la notte, fortissimo in “Ho preso in mano quella fotografia e…”

l’intervist(in)a: Fabio Guastalla

1. Che libro avresti voluto scrivere?
Il mio punto di riferimento letterario è sempre stato Hemingway, e
dubito che qualcuno riuscirà mai a scalzarlo dal trono. Mi piacerebbe
poter rispondere Per chi suona la campana, ovvero la perfezione
assoluta. In realtà mi accontenterei volentieri di uno dei suoi 49
racconti
, ed in particolare Le nevi del Kilimangiaro, se potessi anche
scegliere.

2. In quale libro ti piacerebbe vivere?
Forse ne Una stella di nome Henry di Roddy Doyle, per consolarmi del
fatto che non diventerò mai un rivoluzionario. O magari nell’Alta
Fedeltà
di Nick Hornby, a vendere vinili a Londra parlando da mattina
a sera di musica. Lo ammetto, è una prospettiva allettante.

3. Quale libro rileggi più spesso?
Premettendo che se un libro mi piace lo rileggo almeno 20 volte,
riesco sempre a trovare delle ancore di salvezza in Saltatempo di
Stefano Benni. Al di là dello spaccato di storia italiana dipinto nel
libro, l’ironia con cui riesce a scrivere (ed a riscrivere la sua
vita) è strepitosa. Per lo stesso motivo, Post Office di Bukowski.
Prima o poi farò senza aprirlo perché lo conoscerò a memoria, riga per
riga.

4. Quale personaggio letterario vorresti essere?
Bella domanda. Tra i tanti eroi depositati sulle mensole della mia
camera scelgo l’investigatore Philip Marlowe. Tra tutti gli sbirri
della letteratura novecentesca è l’unico davvero ironico ed
autoironico, distaccato ma coinvolto, in una parola: dissacrante. E
poi Il grande sonno è un capolavoro.

5. Qual è il primo libro di cui ti sei innamorata/o? e l’ultimo?
Riesco a collocare la prima lettura convincente della mia vita ne Il
visconte dimezzato
, che all’epoca riuscì addirittura a togliermi
l’odio viscerale (poi ritrattato in età più “matura”) verso Il barone
rampante
. Il visconte è un libro eccezionale, molto più “adulto” di
quanto non voglia apparire. L’ultima folgorazione in ordine
cronologico si chiama Molto forte, incredibilmente vicino e porta la
firma di Jonathan Safran Foer. Stupendo.

6. Cosa cerchi in un libro?
Un motivo valido per proseguire fino alla pagina successiva.

7. Quale autore/autrice vorresti intervistare? cosa gli chiederesti?
Non vale, qui si parla del mio lavoro! Mi basterebbe presentarmi
dall’Ariosto e stringergli la mano. Col Furioso s’è guadagnato tutta
la mia stima!

l’intervist(in)a: laDesy

1. Che libro avresti voluto scrivere?
Se avessi scritto uno dei libri che amo di più, mi sarei persa il gusto di leggerlo.
Non so se ne sarebbe valsa la pena. Comunque
credo che mi sarei potuta divertita moltissimo scrivendo I fiori Blu di
Cocteau, Il Barone Rampante di Calvino e Esercizi di stile di Queneau.

2. In quale libro ti piacerebbe vivere?
Ne La signora delle Camelie, per dare una bella testata a quel
coniglio senza palle di Armand Duval!

3. Quale libro rileggi più spesso?
I libri di Stefano Benni, in particolare Bar sport. Se ho un po’ di
maldestro senso dell’umorismo, sicuramente lo devo a Benni.

4. Quale personaggio letterario vorresti essere?
In effetti le mie eroine letterarie abitano contesti che definire
sfigati sarebbe eufemistico… Francamente, per quanto mi
affascinino, non vorrei essere Madame Bovary, Marguerite Gautier, Nina de
Il giardino dei ciliegi o qualche altra portatrice, più o meno sana, di sfiga.

5. Qual è il primo libro di cui ti sei innamorata/o? e l’ultimo?
In generale non mi innamoro spesso, per cui, sia per le persone che
per i libri, non parlerei d’amore quanto di infatuazioni, cotte e
storie di branda (perché? Voi non leggete a letto?).
Ho vissuto intensi, fugaci, passionali e, talvolta, lancinanti
incontri con diversi amanti: Calvino, Pennac, Chiara, Woolf, Wilde.
Il mio primo, casto, amore fu, a 6 anni, La freccia Azzurra di Rodari.
L’ultima mia furente passione è stato, invece, Stendhal in Storie Romane,
ma, non avendo letto altro di questo autore, più che di rapporto d’amore parlerei
di rapporto occasionale. Comunque non è detto che
con Stendhal sia finita qui….magari lo richiamo o lo becco su msn!

6. Cosa cerchi in un libro?
Spiazzamento.

7. Quale autore/autrice vorresti intervistare? cosa gli chiederesti?
Vorrei intervistare Edwin Abbott Abbott (si chiama così, giuro) e
Lewis Carroll e chiederei ad entrambi dove comprano il fumo: roba
spessa!

l’intervist(in)a: Elisa Massari

1. Che libro avresti voluto scrivere?
Matilde di Roald Dahl per due motivi: il primo è che credo sia difficilissimo scrivere per i bambini e risultare credibili, il secondo è che mi sento un po’ Matilde.

2. In quale libro ti piacerebbe vivere?
Mi piace molto l’ambientazione di Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen. Adoro i romanzi inglesi dell’800 e per questo credo che avrei voluto vivere con Lizzy e le sue sorelle.

3. Quale libro rileggi più spesso?
Rileggo, almeno due volte l’anno, la serie dei Peanuts. Sono un’inaspettata fonte di saggezza.

4. Quale personaggio letterario vorresti essere?
Vorrei tanto essere… Hermione Granger! Con i poteri magici e tutto, eh!

5. Qual è il primo libro di cui ti sei innamorata/o? e l’ultimo?
Il primo libro che ho amato è Là dove soffia il Mistral di G. Righini Ricci. L’ultimo, inaspettatamente è stato Notre Dame de Paris di Victor Hugo. Ho detto inaspettatamente perchè è un romanzo molto inflazionato ed è svilito dal Musical che ne hanno tratto recentemente.

6. Cosa cerchi in un libro?
In un libro spero sempre di trovare una buona caratterizzazione ed una credibilità dei personaggi. La trama può anche essere esigua, ma se i personaggi sono appassionanti tutto passa in secondo piano.

7. Quale autore/autrice vorresti intervistare? cosa gli chiederesti?
Mi piacerebbe intervistare Saki e chiedergli come ha fatto ad essere così meravigliosamente perfido ed allo stesso tempo irreale.

8. Quale libro regaleresti al tuo autore preferito…
Io regalerei La bambinaia francese di Bianca Pitzorno a Charlotte Bronte.

Valentina Tomaselli intervistata in tv

Valentina Tomaselli è stata intervistata in televisione a proposito del suo racconto – Parli come la notte, fortissimo – pubblicato nell’antologia “Ho preso in mano quella fotografia e…”.
Qui è possibile vedere il video dell’intervista, la data è quella del 28 novembre, basta cliccare su “Parli come la notte” nel menù sulla destra.