Ventitré paia d’occhi: la presentazione

Ventitré paia docchi - la presentazione
Ventitré paia d'occhi - la presentazione

A sinistra Stefania Ferrari, la conduttrice, al centro Elisa Massari e sulla destra Andrea Damiano.

Ventitré paia docchi - il pubblico
Ventitré paia d'occhi - il pubblico
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Profondo Noir: assaggi

Sono sveglia. Butto giù le gambe dal letto.
Il display della sveglia mi informa che sono le 11 e 07 a.m.
La testa fra le mani rifletto, immobile come uno specchio. Gli scuri sono aperti ma non si vede nemmeno l’ombra di una luce.
Decido che è meglio dare un’occhiata in giro.
In bagno non è cambiato quasi nulla: Federica e Roberto sono nella vasca e l’acqua è ancora rossa, torbida. Solo l’odore del sangue è un poco più deciso. Li tocco con un dito: prima lui, poi lei. Sono rigidi, del tutto.
Esco dal bagno e scendo lentamente le scale. Alessandro è riverso sul tavolo. Accanto a lui tubetti di medicine e bottiglie di liquori. Respira debolmente.
Chissà che fine ha fatto Sara… La cerco nel bagno di servizio. La porta è chiusa a chiave da dentro, la luce è accesa. Dalla serratura ne vedo una mano. Contratta, verdognola. Sta ancora aggrappata al water. Ha preso candeggina e sgorgatubi prima di correre a chiudersi qui dentro. Quando sono andata a dormire gridava ancora.

brano tratto da Anno nuovo, vita nuova.

“Ho preso in mano quella fotografia e…” a Roma

giovedì 19 febbraio 2009

ore 18:30

Samantha Terrasi e Alessandro Galli

presentano

“Ho preso in mano quella fotografia e…”


Libreria Nero Su Bianco

Piazza San Cosimato, 16 zona Trastevere

Roma

Profondo Noir – dacci oggi il nostro orrore quotidiano…

Profondo Noir
Profondo Noir

strani scherzi del fato, di quelli che, se ci fai caso, ti sembra di sentire aleggiare nell’aria odore di zolfo…
strani incontri, di quelli che ti cambiano la vita, e non necessariamente in meglio.
strani viaggi, talvolta senza ritorno.
strani risvegli, di quelli che vorresti ripiombare subito in un sonno senza sogni.
strani appuntamenti, di quelli che avresti fatto meglio a ricordare.
o a dimenticare.

tra veglia e sogno, tra luce e tenebra, tra vita e morte, in città spettrali, paesaggi onirici, visioni terrificanti, Profondo Noir è un biglietto di sola andata.

Indice dei racconti:

Anno nuovo, vita nuova :: Amanda Zito
Dobro Jutro :: Katia Ceccarelli
Gridalo forte :: Pietro Caturano
Il dubbio :: Frank La Tanica (Cristiano Varotti)
Con il cuore tra i coglioni :: Stefano Zucchi
Amore e pillole :: Alba Coglitore
Per amore di Irene :: Carlo Adriano
Il Veleno delle Lucciole :: Giorgia Rebecca Gironi
EX :: Domenico Cosentino
Volvo S80 :: Federico Zazzara
Assassino di carta :: Gianfranco Cambosu
Io so :: Sara Monteverde
Stella :: Ersilia Cacace
Tierra Caliente :: Gennaro Chierchia
22 :: Sergio Paoli
Nessun Dorma :: Alessio Taffarello

Sta per arrivare…

17/2/2009: esce dal buio

Profondo Noir

dacci oggi il nostro orrore quotidiano…

Profondo Noir
Profondo Noir

Ventitré paia d’occhi alla libreria Mondadori di Carpi (MO)

Giovedì 12 febbraio 2009
ore 21:00

Elisa Massari presenta
Ventitré paia d’occhi

conduce Stefania Ferrari
letture di Andrea Damiano

Libreria Mondadori – Carpi (MO)

elisa massari - ventitré paia d'occhi

assaggi: Ventitré paia d’occhi

Parcheggio di Via Guernica.
L’appuntamento per le ore 11:30 Post Meridiane.
Serata umida, ma non ci si può aspettare altro da una serata nella bassa.
Con la solita scusa del “Ti devo parlare” ci eravamo dati appuntamento lì, in un posto poco illuminato e mode-ratamente tranquillo. Se c’è tanta luce, e devo discutere di cose importanti con qualcuno, sembra che le parole, prima di uscirmi dalla bocca, ristagnino tra la lingua ed il palato in preda ad una sorta di fotofobia.
Erano le 11:28 e io ero lì in macchina ad aspettare che arrivasse. Pochi minuti e parcheggia l’auto di fianco alla mia, spegne i fari, scende. Ha il cappotto marrone, cappotto che ho trovato decisamente attraente, un tempo.
Sale sulla mia auto, si sistema.
Io lo fisso, cercando di assumere l’aria più algida che posso, la mia bocca è morbidamente chiusa, non serrata. Non voglio fargli vedere la collera che mi scorre dentro.
In macchina, lei e lui.
Lei: viziata e solare. Lo ha amato, o almeno crede di averlo fatto, nel modo più altruistico possibile. Fino a che, un giorno, un suo amico non le aveva detto la verità. Shtock! Mazzata tra le scapole. Aveva boccheggiato per un po’, tipo pesce azzurro durante la stagione della fregola, lo aveva fissato (l’amico) e gli aveva detto: “Beh… grazie” e se n’era andata.
Lui: viziato e cortese. Provava a fare tutto quello che era possibile per accontentarla, ovviamente non ci riusciva mai. Non perché non ne avesse le capacità, ma perché le donne sono creature incontentabili, languide ed esigenti. Non odiava l’amico che cavallerescamente le aveva detto come stavano le cose. L’odio non era nel suo stile. L’odio richiede molto impegno e dedizione. Troppo faticoso.
Io ovviamente nella storia sono quella con gli occhi verdi e la bocca sofficemente chiusa. Imperturbabile.
Lui mi fissa per un po’, le sue pupille che mi ricordavano due caramelle succhiate, uno sguardo tipo quello del pesce azzurro durante la stagione della fregola. Siccome arguisce che non ho alcuna intenzione di schiudere le mie morbide labbra inizia lui.
“Ma perché fai così?” Gli attacchi non sono mai stati il suo forte.
“Così come?” Risposta, anzi, domanda volutamente stupida. Presuppone una certa indisponenza, cosa che Lui non sopporta, soprattutto da me.
“Lo sai eccome! Così. Come stai facendo. Sei fredda”. Ah, ah, ah. Ma davveeeero?!
“Guarda che mi sto comportando nel modo più normale possibile”. Mi sentivo come una vespa molesta. Lo detestavo per quello che mi aveva fatto. Stupido uomo.
“No, non è vero! Tu non sei così. Lo so IO e lo sai anche TU”.
“Mi sto comportando come ti meriti”. Imperdonabile caduta di stile.
“Cosa vuol dire come mi merito?” Anche se il discorso che stavamo facendo in macchina era piuttosto coinvolgente ed acceso, ci terrei a precisare che Lui non alzava mai la voce. Troppo faticoso.
“Ti tratto come ti meriti, brutto idiota! Dopo quello che mi ha detto il tuo amico hai ancora il coraggio di accampare delle pretese?” Io, essendo vespa, alzavo la voce, ECCOME.
“Ma IoTiAmo”. Precisazione: ‘Io ti amo’ di solito veniva fuori durante le discussioni nelle quali io lo stavo sbranando selvaggiamente e Lui, con la flemma da puzzola dei cartoni della Warner, tirava fuori questa frase congelando le mie sinapsi. Amava definirsi un Dostoevski del tempismo. Dostoevski aveva un PESSIMO tempismo per quanto ho capito.

tratto dal racconto Terribly Polite in Ventitré paia d’occhi di Elisa Massari che presenterà il suo libro giovedì 12 febbraio alle ore 21:00 alla libreria Mondadori di Carpi (MO).

“Ho preso in mano quella fotografia e…”: le presentazioni di Valentina Tomaselli e Michela Murialdo

valentina tomaselli
valentina tomaselli
valentina tomaselli
valentina tomaselli
valentina tomaselli
valentina tomaselli

Valentina Tomaselli in Parli come la notte, fortissimo da “Ho preso in mano quella fotografia e…” presentato il 21 gennaio scorso al Palazzo della Provincia di Reggio Calabria.

michela murialdo al raindogs
michela murialdo al raindogs
michela murialdo
michela murialdo
michela murialdo
michela murialdo

Michela Murialdo in Lucide istantanee da “Ho preso in mano quella fotografia e…” presentato a Poetry Night lo scorso 1 febbraio al Raindogs di Savona.

l’intervist(in)a: Carlo Adriano

che libro avresti voluto scrivere?
L’Odissea, tanto per non volare troppo alto.

in quale libro ti piacerebbe vivere?
Più che nel libro, nell’epoca in cui Ludovico Ariosto ha scritto “L’Orlando furioso”, vale a dire il Rinascimento.

quale libro rileggi più spesso?
Se come risposta vale anche una parte di un libro (ma che libro!), la prima cantica della Divina Commedia, l’Inferno.

quale personaggio letterario vorresti essere?
Voland, il diavolo de “Il maestro e Margherita”, di Michail Bulgakov.

qual è il primo libro di cui ti sei innamorato? e l’ultimo?
Il primo è stato sicuramente il “Don Chisciotte”, di Cervantes, l’ultimo “Idee: il catalogo è questo”, di Umberto Galimberti.

cosa cerchi in un libro?
Me stesso, anche se può sembrare presuntuoso; ma sono convinto che in ogni buon libro ci sia una parte di ogni essere umano.

quale autore/autrice vorresti intervistare? cosa gli chiederesti?
Platone, il più grande dei filosofi. E le domande sarebbero innumerevoli: dalla cronologia dei suoi Dialoghi al suo rapporto sia con Socrate che con Aristotele, dall’illustrazione dei suoi “miti” filosofici, soprattutto quello di Atlantide, al rapporto tra politica e filosofia.

Se dovessi salvare un solo libro dalla distruzione di tutti i libri del mondo, quale sceglieresti?
Il manifesto del Partito Comunista” di Karl Marx.

Carlo Adriano ha scritto il racconto Malcom Mac Duncan per “Ho preso in mano quella fotografia e…” e il racconto Per amore di Irene sull’antologia Profondo Noir in uscita il 17 febbraio.

l’intervist(in)a: Giulia Fontan

Che libro avresti voluto scrivere?
L’albero della scienza di Pìo Baroja. Sono uguale, ma proprio uguale al protagonista (…però lui finisce suicida, e la cosa in effetti mi turba un po’…). Se pensavo di voler scrivere un libro, era sostanzialmente per arrivare ad un risultato simile, ma Baroja è impareggiabile. Un libro incredibile, ma anche un’accettata a buona parte della mia ambizione letteraria…Meglio tornare a leggere!

In quale libro ti piacerebbe vivere?
Orgoglio e Pregiudizio

Quale libro rileggi più spesso?
Non mi capita quasi mai di rileggere i libri che compro, per mancanza di tempo (molti sono dei mattoni)…Le uniche eccezioni fino ad ora sono state Candide di Voltaire e i vari libretti di Amélie Nothomb che ho a portata di mano…Veloci da smaltire, ma comunque ricchissimi. Mi piacerebbe rileggere Libera Nos a Malo (gentilmente, se me lo restituite, grazie!)

Quale personaggio letterario vorresti essere?
Elizabeth, di Orgoglio e Pregiudizio.

Qual è il primo libro di cui ti sei innamorata/o? e l’ultimo?
Il primo libro è un problema! Ho letto fin da piccolissima, per cui le immagini sono vaghe…Direi i libri della Pimpa, ricordo che li cercavo ossessivamente nella libreria dei bambini, forse ero all’asilo…
Sull’ultimo libro invece non ho dubbi, è Libera nos a malo di Meneghello.

Cosa cerchi in un libro?
I miei pensieri; ogni volta è una sorpresa ritrovare le mie idee nei libri del passato. Ma mi incuriosisce soprattutto il legame che l’autore ha con la vita, come si pone di fronte alle cose. E poi cerco sempre libri arguti, cinici e divertenti (vedasi Le amicizie pericolose di Laclos, tanto per capirci), che mi facciano ridere di cuore.

Quale autore/autrice vorresti intervistare? cosa gli chiederesti?
Eh, troppi ce ne sono… ma non so se poi avrei il coraggio di fare domande… Mi piacerebbe una conversazione in generale con Salgari. A Javier Marìas: “Com’è che lei divaga sempre così tanto, ma così tanto, ma così tanto?”

Ho pensato di lasciare la mia pagina su Anobii se può interessare…

Giulia Fontan ha scritto Passi leggeri su fondo blu per “Ho preso in mano quella fotografia e…”.

Uomini e donne: maneggiare con cura – big bang ha detto stop!

Grazie a tutti i partecipanti, cercherò di leggere tutti i racconti entro il 28 febbraio e di contattare gli autori e le autrici selezionati per la pubblicazione entro la medesima data.
Cercherò.