l’intervist(in)a: Elisa Massari

1. Che libro avresti voluto scrivere?
Matilde di Roald Dahl per due motivi: il primo è che credo sia difficilissimo scrivere per i bambini e risultare credibili, il secondo è che mi sento un po’ Matilde.

2. In quale libro ti piacerebbe vivere?
Mi piace molto l’ambientazione di Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen. Adoro i romanzi inglesi dell’800 e per questo credo che avrei voluto vivere con Lizzy e le sue sorelle.

3. Quale libro rileggi più spesso?
Rileggo, almeno due volte l’anno, la serie dei Peanuts. Sono un’inaspettata fonte di saggezza.

4. Quale personaggio letterario vorresti essere?
Vorrei tanto essere… Hermione Granger! Con i poteri magici e tutto, eh!

5. Qual è il primo libro di cui ti sei innamorata/o? e l’ultimo?
Il primo libro che ho amato è Là dove soffia il Mistral di G. Righini Ricci. L’ultimo, inaspettatamente è stato Notre Dame de Paris di Victor Hugo. Ho detto inaspettatamente perchè è un romanzo molto inflazionato ed è svilito dal Musical che ne hanno tratto recentemente.

6. Cosa cerchi in un libro?
In un libro spero sempre di trovare una buona caratterizzazione ed una credibilità dei personaggi. La trama può anche essere esigua, ma se i personaggi sono appassionanti tutto passa in secondo piano.

7. Quale autore/autrice vorresti intervistare? cosa gli chiederesti?
Mi piacerebbe intervistare Saki e chiedergli come ha fatto ad essere così meravigliosamente perfido ed allo stesso tempo irreale.

8. Quale libro regaleresti al tuo autore preferito…
Io regalerei La bambinaia francese di Bianca Pitzorno a Charlotte Bronte.

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4 pensieri su “l’intervist(in)a: Elisa Massari

  1. Anch’io adoro l’ambientazione di orgoglio e pregiudizio ma, la prospettiva di vivere con una madre che vuol darmi in sposa ad un inetto cugino per salvare le proprietà famigliari e l’idea di dover tirar fuori dai guai due insopportabili sorelline un po’ “sdraioncelle” e con il QI sotto la temperatura ambiente, sono motivazioni sufficienti per farmi desistere dal decidere di diventare la quinta sorella (o la sesta? Ho perso il conto).
    La vita delle eroine letteraria è troppo complicata, per quanto mi riguarda. Ciò non toglie che le loro vite, viste dalla giusta distanza, ovvero dalla mia poltrona a sacco o dal seggiolino del tram, siano decisamente appassionanti.

  2. Grazie per i commenti, li trovo sempre piacevoli. Spero di essere stata all’altezza delle aspettative.

    @ laDESY: L’unico problema di casa Bennet, dal mio umile punto di vista, è che sicuramente non c’era il bidet.

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