Un autore al giorno…: Francesco Menestrina

Francesco Menestrina ha 25 anni. Vive, scrive e sogna a Padova. Oltre alla letteratura, ama il jazz, la fotografia e il cinema. John Coltrane è il suo eroe.

Per “Ho preso in mano quella fotografia e…” ha scritto il racconto Come solo tu sai.

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l’intervist(in)a: Valentina Tomaselli

1. Che libro avresti voluto scrivere?
Un libro che raccontasse tutte le forme dell’assenza. Di quei libri che sotterreresti nelle notti di pazzia e delirio per la rabbia della verità e che poi riesumeresti dalla memoria per riprender pezzi di te tra la disperazione. E tenerli stretti.

2. In quale libro ti piacerebbe vivere?
Vorrei vivere in ogni libro. Assaporare fugace diverse vite, da mescolare. E poi rinascere.

3. Quale libro rileggi più spesso?
Non amo rileggere i libri. Non ho mai riletto nessun libro. Amo le sensazioni d’impatto, quelle che ti provengono quando sei a contatto per la prima volta con qualcosa anche solo per un attimo e subito dopo non è più tra le mani. Quando leggo un libro rapisco le parole, una dopo l’altra, ci infilo le mie visioni e quel che sento. In quel momento. Rileggerlo sarebbe come svalutare tutto questo.

4. Quale personaggio letterario vorresti essere?
Guglielmo da Baskerville, protagonista de “Il nome della rosa” di Umberto Eco. Lui, affascinato dalla cultura e dalla filosofia, pecca costantemente di presunzione intellettuale. E di fronte al pericolo, la premura è salvare i suoi libri.

5. Qual è il primo libro di cui ti sei innamorata/o? E l’ultimo?
Per ogni libro che leggo provo una diversa forma d’amore. Trovo sempre il modo di far sì che sia il mio riflesso. Ma di certo “Leda- Romanzo di carne” di Angela Buccella mi si è impresso sulla pelle anche solo leggendo la prima frase. Ho amato Leda da subito. L’ho cullata perché Leda ha bisogno di tante carezze. Leda vive nella sua mente fino a perdersi urlando il dolore fino alla malattia. Leda si porta incise le cicatrici dell’ossessione. Leda è irreale nella sua realtà. Leda è Me.

6. Cosa cerchi in un libro?
Cerco uno specchio. Uno specchio deforme in grado di plasmarsi ai miei occhi. Dove gettare addosso, violentemente, il silenzio. Cerco una voce che riesca ad insinuarsi nelle mie corde vocali per liberarsi. Per liberarmi.

7. Quale autore/autrice vorresti intervistare? Cosa le chiederesti?
Isabella Santacroce. Non le chiederei nulla. La guarderei e basta.

8. Quale libro regaleresti al tuo autore preferito?
Il mio libro.

Valentina Tomaselli – Parli come la notte, fortissimo in “Ho preso in mano quella fotografia e…”

l’intervist(in)a: Fabio Guastalla

1. Che libro avresti voluto scrivere?
Il mio punto di riferimento letterario è sempre stato Hemingway, e
dubito che qualcuno riuscirà mai a scalzarlo dal trono. Mi piacerebbe
poter rispondere Per chi suona la campana, ovvero la perfezione
assoluta. In realtà mi accontenterei volentieri di uno dei suoi 49
racconti
, ed in particolare Le nevi del Kilimangiaro, se potessi anche
scegliere.

2. In quale libro ti piacerebbe vivere?
Forse ne Una stella di nome Henry di Roddy Doyle, per consolarmi del
fatto che non diventerò mai un rivoluzionario. O magari nell’Alta
Fedeltà
di Nick Hornby, a vendere vinili a Londra parlando da mattina
a sera di musica. Lo ammetto, è una prospettiva allettante.

3. Quale libro rileggi più spesso?
Premettendo che se un libro mi piace lo rileggo almeno 20 volte,
riesco sempre a trovare delle ancore di salvezza in Saltatempo di
Stefano Benni. Al di là dello spaccato di storia italiana dipinto nel
libro, l’ironia con cui riesce a scrivere (ed a riscrivere la sua
vita) è strepitosa. Per lo stesso motivo, Post Office di Bukowski.
Prima o poi farò senza aprirlo perché lo conoscerò a memoria, riga per
riga.

4. Quale personaggio letterario vorresti essere?
Bella domanda. Tra i tanti eroi depositati sulle mensole della mia
camera scelgo l’investigatore Philip Marlowe. Tra tutti gli sbirri
della letteratura novecentesca è l’unico davvero ironico ed
autoironico, distaccato ma coinvolto, in una parola: dissacrante. E
poi Il grande sonno è un capolavoro.

5. Qual è il primo libro di cui ti sei innamorata/o? e l’ultimo?
Riesco a collocare la prima lettura convincente della mia vita ne Il
visconte dimezzato
, che all’epoca riuscì addirittura a togliermi
l’odio viscerale (poi ritrattato in età più “matura”) verso Il barone
rampante
. Il visconte è un libro eccezionale, molto più “adulto” di
quanto non voglia apparire. L’ultima folgorazione in ordine
cronologico si chiama Molto forte, incredibilmente vicino e porta la
firma di Jonathan Safran Foer. Stupendo.

6. Cosa cerchi in un libro?
Un motivo valido per proseguire fino alla pagina successiva.

7. Quale autore/autrice vorresti intervistare? cosa gli chiederesti?
Non vale, qui si parla del mio lavoro! Mi basterebbe presentarmi
dall’Ariosto e stringergli la mano. Col Furioso s’è guadagnato tutta
la mia stima!

l’intervist(in)a: laDesy

1. Che libro avresti voluto scrivere?
Se avessi scritto uno dei libri che amo di più, mi sarei persa il gusto di leggerlo.
Non so se ne sarebbe valsa la pena. Comunque
credo che mi sarei potuta divertita moltissimo scrivendo I fiori Blu di
Cocteau, Il Barone Rampante di Calvino e Esercizi di stile di Queneau.

2. In quale libro ti piacerebbe vivere?
Ne La signora delle Camelie, per dare una bella testata a quel
coniglio senza palle di Armand Duval!

3. Quale libro rileggi più spesso?
I libri di Stefano Benni, in particolare Bar sport. Se ho un po’ di
maldestro senso dell’umorismo, sicuramente lo devo a Benni.

4. Quale personaggio letterario vorresti essere?
In effetti le mie eroine letterarie abitano contesti che definire
sfigati sarebbe eufemistico… Francamente, per quanto mi
affascinino, non vorrei essere Madame Bovary, Marguerite Gautier, Nina de
Il giardino dei ciliegi o qualche altra portatrice, più o meno sana, di sfiga.

5. Qual è il primo libro di cui ti sei innamorata/o? e l’ultimo?
In generale non mi innamoro spesso, per cui, sia per le persone che
per i libri, non parlerei d’amore quanto di infatuazioni, cotte e
storie di branda (perché? Voi non leggete a letto?).
Ho vissuto intensi, fugaci, passionali e, talvolta, lancinanti
incontri con diversi amanti: Calvino, Pennac, Chiara, Woolf, Wilde.
Il mio primo, casto, amore fu, a 6 anni, La freccia Azzurra di Rodari.
L’ultima mia furente passione è stato, invece, Stendhal in Storie Romane,
ma, non avendo letto altro di questo autore, più che di rapporto d’amore parlerei
di rapporto occasionale. Comunque non è detto che
con Stendhal sia finita qui….magari lo richiamo o lo becco su msn!

6. Cosa cerchi in un libro?
Spiazzamento.

7. Quale autore/autrice vorresti intervistare? cosa gli chiederesti?
Vorrei intervistare Edwin Abbott Abbott (si chiama così, giuro) e
Lewis Carroll e chiederei ad entrambi dove comprano il fumo: roba
spessa!

Un autore al giorno…: Carlo Adriano

Carlo Adriano è nato a Torino nel 1947. Attualmente vive in provincia di Cuneo. Laureato in filosofia presso l’Università di Torino, per oltre venti anni ha lavorato in fabbrica; successivamente si è dedicato all’insegnamento negli istituti superiori. Nel 2000 ha pubblicato “Bikers (ed altra gente)”.
Per “Ho preso in mano quella fotografia e…” ha scritto Malcom Mac Duncan.

l’intervist(in)a: Elisa Massari

1. Che libro avresti voluto scrivere?
Matilde di Roald Dahl per due motivi: il primo è che credo sia difficilissimo scrivere per i bambini e risultare credibili, il secondo è che mi sento un po’ Matilde.

2. In quale libro ti piacerebbe vivere?
Mi piace molto l’ambientazione di Orgoglio e Pregiudizio di Jane Austen. Adoro i romanzi inglesi dell’800 e per questo credo che avrei voluto vivere con Lizzy e le sue sorelle.

3. Quale libro rileggi più spesso?
Rileggo, almeno due volte l’anno, la serie dei Peanuts. Sono un’inaspettata fonte di saggezza.

4. Quale personaggio letterario vorresti essere?
Vorrei tanto essere… Hermione Granger! Con i poteri magici e tutto, eh!

5. Qual è il primo libro di cui ti sei innamorata/o? e l’ultimo?
Il primo libro che ho amato è Là dove soffia il Mistral di G. Righini Ricci. L’ultimo, inaspettatamente è stato Notre Dame de Paris di Victor Hugo. Ho detto inaspettatamente perchè è un romanzo molto inflazionato ed è svilito dal Musical che ne hanno tratto recentemente.

6. Cosa cerchi in un libro?
In un libro spero sempre di trovare una buona caratterizzazione ed una credibilità dei personaggi. La trama può anche essere esigua, ma se i personaggi sono appassionanti tutto passa in secondo piano.

7. Quale autore/autrice vorresti intervistare? cosa gli chiederesti?
Mi piacerebbe intervistare Saki e chiedergli come ha fatto ad essere così meravigliosamente perfido ed allo stesso tempo irreale.

8. Quale libro regaleresti al tuo autore preferito…
Io regalerei La bambinaia francese di Bianca Pitzorno a Charlotte Bronte.

Un autore al giorno…: Roberta Toscano

Roberta Toscano è laureata in Storia del Teatro e ha conseguito il diploma in Grafica presso l’Accademia Albertina delle Belle Arti di Torino. Ha attivamente partecipato a concorsi mostre e vari progetti di tipo letterario ed artistico. Negli ultimi anni, attraverso la sua ricerca, cerca di coniugare l’arte digitale con i linguaggi sperimentali di tipo analogico della grafica incisa, senza mai tralasciare la scrittura di poesie e racconti.
Corèa minor è il titolo del racconto che ha scritto per “Ho preso in mano quella fotografia e…”.

Fuori l’autore: laDesy e la bastarda

Desy e la bastarda
Desy e la bastarda

Io e la bastarda è il titolo del racconto che laDesy ha scritto per “Ho preso in mano quella fotografia e…”.

Qui è immortalata (è la bionda con la maglia nera) con la “creatura letteraria” ispiratrice.

Un autore al giorno…: Marco Taddei

Marco Taddei nasce nel 1979 a Vasto dove vive e lavora. Fotografia e scrittura sono le passioni che coltiva senza sosta. Nel 2008 ha pubblicato la raccolta di racconti Assurda (Edizioni Sabinae).
Potete scrivergli qui: m10191@yahoo.it

Per “Ho preso in mano quella fotografia e…” ha scritto il racconto Grazie Nazca.

Valentina Tomaselli intervistata in tv

Valentina Tomaselli è stata intervistata in televisione a proposito del suo racconto – Parli come la notte, fortissimo – pubblicato nell’antologia “Ho preso in mano quella fotografia e…”.
Qui è possibile vedere il video dell’intervista, la data è quella del 28 novembre, basta cliccare su “Parli come la notte” nel menù sulla destra.

Un autore al giorno…: Giulia Fontan

Giulia Fontan è una studentessa che frequenta l’università Ca’ Foscari, Facoltà di Lingue Straniere. Studia inglese, spagnolo e portoghese ma parla anche francese (il tedesco, invece, l’ha dimenticato in un lampo).
Passioni: cinema (Woody Allen su tutti) e libri. Adora viaggiare.
Per “Ho preso in mano quella fotografia e…” ha scritto Passi leggeri su fondo blu.